la Terra non appartiene all'uomo, l'uomo appartiene alla Terra
Appello per la Terra di Mezzo
Una lettera, apparsa nel 1984 su AAM Terra Nuova (n° 14)
Noi non abbiamo fatto niente. Non è colpa nostra se i nostri corpi ci hanno guidati e riuniti, prima uno e poi l'altro, in questa valle. Abbiamo seguito solo il nostro istinto e cercato di capire cosa il destino ci stava preparando.
Come gli animali scappano davanti a una foresta in fiamme, così noi siamo usciti dalle città. Come un seme che germoglia si alza verso il sole, così noi siamo saliti in alto verso le montagne, trovando buon terreno per crescere e moltiplicarci. Più di trenta lune sono passate ed ora l'elfica tribù è numerosa quanto uno stormo di oche selvatiche nella luna dei grandi viaggi.
Quattro sono i torrenti che ci dissetano e gli alberi di castagno, di faggio, di quercia che ci offrono cibo, calore, rifugio sono tanti quanto i capelli che abbiamo in testa. Amiamo questi posti così come li hanno sempre amati tutti, dal falco che volando alto ne apprezza la visione di insieme, alla farfalla che bacia i fiori incantata o al cervo che corre sui pascoli tra la rugiada per salutare il sole che nasce e che muore.
Il cinghiale scava buchi nella terra, e dà spazio per crescere a nuove erbe, la rondine aggiusta il vecchio nido di un'altra rondine, per deporre le sue uova; il capriolo conosce tutte le erbe e sa cosa mangiare; la volpe uccide gli animali vecchi e deboli ed impedisce che che si spargano malattie tra gli animali del bosco; il ghiro si prepara per il lungo inverno accumulando castagne, noci e noccioline.
Così noi anche vanghiamo la terra e seminiamo, aggiustiamo i quattro villaggi abbandonati da tempo in cui viviamo, conosciamo le erbe e sappiamo curarci, cerchiamo di mantenere armonia tra noi e fuori di noi; raccogliamo frutta e verdura e ne conserviamo per l'inverno. Alle nostre feste miele, farina di castagne, uova, frutta, formaggio, ambrosia, resine profumate non mancano mai, siamo gli elfi, popolo magico emanazione dei boschi. Le pietre ringraziano i nostri piedi scalzi, il vento gioca con i nostri lunghi capelli e le stelle brillano intorno a noi.
Da sempre combattiamo contro orchetti e cavalieri neri, i nostri canti narrano di grandi battaglie e travolgenti vittorie, ma mai come ora spiriti maligni si aggirano ai confini dei nostri pascoli, aspettando nell'ombra il momento per assalirci.
Chiediamo dunque che questa pergamena sia portata a tutti i popoli della Terra di Mezzo che vorranno unirsi a noi nella lotta contro il regno di Mordor, per la distruzione dell'anello, per fermare l'ombra che stà trasformando in sterili deserti i campi e i boschi della Terra di Mezzo.
Elfi, saggi uomini dell'Ovestura, raminghi, nani, hobbit mandateci i vostri più degni rappresentanti, le vostre armi migliori, le cavalcature più veloci.
Che il suono di mille corni echegi in tutte le valli.
Gli abitanti di Piccolo e Gran Burrone, Pastoraio e Pian Longone, elfi dei boschi